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Rinnovato il marchio «Artigianato del Ticino»

14 marzo 2018

Uno strumento per artigiani e consumatori

L’Associazione Artigiani Bleniesi, Dongio e l’Associazione Artigiani di Vallemaggia, Cevio, con il sostegno dell’Agenzia regionale per lo sviluppo del Luganese (ARSL), hanno chiesto ed ottenuto dal competente Istituto Federale della Proprietà Intellettuale (IPI) il rinnovo fino al 1 settembre 2027 della protezione per il marchio «Artigianato del Ticino».

Questo atto formale ha creato le premesse per avviare la ricerca di nuove modalità di gestione del marchio che permettano, secondo le chiare indicazioni della Segreteria della COMCO di fare in modo che «gli artigiani i cui prodotti soddisfano i criteri obiettivi necessari per il marchio possano utilizzarlo indipendentemente dal luogo di vendita e di essere liberi di definire la strategia di vendita (canali e prezzi) dei loro prodotti».

Il processo per definire queste nuove modalità sarà avviato nei prossimi giorni coinvolgendo le Associazioni e gli artigiani che vorranno parteciparvi attivamente e con il supporto di organizzazioni e persone competenti nella gestione dei marchi.

Una lunga storia

Il marchio «Artigianato del Ticino» è stato registrato per la prima volta il 1 settembre 1987 ed ha alle spalle una trentennale esperienza. Una convenzione del 2 dicembre 1991 fissa le condizioni per l’utilizzo del marchio nei negozi delle Associazioni, in occasioni di manifestazioni promozionali rispettivamente quale immagine pubblicitaria. In particolare il marchio può essere applicato su prodotti di fattura artigianale che rispondono a criteri di qualità.

Fino al mese di maggio 2017, il marchio «Artigianato del Ticino» è stato gestito dalla GLATI ed ha saputo farsi riconoscere dal pubblico e dai potenziali clienti quale garanzia della provenienza di prodotti eseguiti per lo più a mano o con l’aiuto di semplici macchinari da artigiani in Ticino (o nel Moesano).

Per un rinnovato slancio

Il rinnovo della protezione del marchio era la premessa indispensabile per offrire agli artigiani uno strumento che certifichi la qualità del loro lavoro e permetta e di sostenerli nelle attività di promozione e di vendita dei loro prodotti.

Le sfide che attendono ore le due associazioni e il nuovo gruppo di lavoro per l’artigianato (GL-Art) sono di due tipi: da un lato definire in modo chiaro e il più possibile preciso i «criteri obiettivi» per definire un oggetto prodotto manualmente o con semplici attrezzi quale prodotto dell’ «Artigianato del Ticino».

D’altra parte bisognerà anche trovare modalità che, nel rispetto della Legge federale sui cartelli, permettano di finanziare i costi di promozione e marketing, nonché di rendere sostenibile la gestione dei diversi canali di vendita di questi prodotti (negozi, online, ecc.).

Nella ricerca di queste soluzioni, le associazioni degli artigiani di Blenio e di Vallemaggia e il GL-Art – con il sostegno dell’ARSL – sono pronte ad accogliere riflessioni o proposte di tutti gli interessati nonché a favorire future collaborazioni.

Nel processo che porterà a definire la nuova gestione del marchio «Artigianato del Ticino» sarà chiesto l’accompagnamento di organizzazioni competenti nella gestione di marchi d’origine (ad esempio Alpinavera) e si avrà cura di ricercare collaborazioni e sinergie anche con la gestione del marchio «Ticino» nonché con i progetti del Centro di Competenze Agroalimentari Ticino (CCAT) per una rete di «Botteghe del territorio».

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Il Fondo di Promozione Regionale per il Luganese (FPRL) è lo strumento finanziario a sostegno di progetti locali di piccole e medie dimensioni (clicca per saperne di più).

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